Da Melissa, esperta «piadarola» nonchè artista poliedrica, riceviamo e molto volentieri pubblichiamo:
Mi chiamo Melissa, per tutti Mely e da undici anni sono parte del numeroso staff del Fresco Piada.
Sono colei che arriva al mattino con gli occhi ancora chiusi, gattonando fino alla macchina del caffè,ringraziandola di tutto cuore per la sua grandiosa
esistenza; per poi, una volta accesi tutti i sensori, entrare in quello che per otto ore è il mio mondo. Già ed è proprio di questo mio mondo che voglio
parlare.
Cosa ci sarà mai da poter dire di un’azienda che produce “quella sorta di pane azzimo,piatto,senza lievito…di poco conto”…tanto che Giovanni Pascoli
perse tempo a farne poesia??!
Beh..ci sarebbe tanto da dire ..eccome..ma se il Pascoli ha raccontato della piadina..io Melissa,parlerò di chi la produce..la piadina.
In tanti anni ho avuto modo di incontrare innumerevoli persone dedite alla produzione di questo prodotto, molte di loro proprio all’interno della nostra
azienda.
La maggior parte di esse sono donne..le meravigliose donne di Fresco Piada. Proprio per Loro è questo racconto; le stesse che da tanti anni sono al mio
fianco, le stesse che fra una piadina e l’altra..una piastra e l’altra facendo il proprio lavoro, si scambiano confidenze..a volte anche
piccanti..consigli, le stesse che si aiutano quando l’una o l’altra si trovano in difficoltà, ma soprattutto si incoraggiano vicendevolmente quando il
calore dei fuochi riscalda oltremodo l’ambiente.
Ancora è l’alba quando si arriva, lasciando i bimbi nei lettini, le case da pulire, i panni da stirare e le mille peripezie che ogni giorno una donna deve
fare subito dopo l’orario di lavoro.
Molte di loro sono mamme e spesso mi capita di ascoltarle quando si scambiano suggerimenti ed esperienze riguardanti i propri figli..ed io, non avendone
ancora rimango un po’ in disparte..ma le sento le loro parole.. tutte con le stesse paure, le stesse incertezze, la stessa preoccupazione e la stessa
gioia.
Soprattutto però una cosa le accomuna più di ogni altra, quella meravigliosa luce negli occhi, che solo chi è madre ne può essere in possesso, luce che
talvolta viene offuscata da quel sottile velo di sonno…che solo chi è bambino può far perdere alla propria madre.
Sono tenere poi, quando cercano di coinvolgermi nei loro discorsi, chiedendomi del mio gatto Sandrino e del mio cane Achille, essi sono per me come figli e
questo le ragazze lo sanno, così anche io mi sento un po’ mamma.
A proposito di questo, Fresco Piada ha sfornato un prodotto molto speciale nato dall’amicizia..poi dall’amore di due colleghi, Lino ed Elisa, questo
prodotto davvero unico si chiama Guenda, la loro bimba ,divenuta la mascotte dell’azienda!
All’interno della nostra piadineria, si impara a lavorare duramente, a sopportare il calore dei mesi estivi sopra i fuochi roventi e a fronteggiare le
sfibranti ore di lavoro restando sempre in piedi, ma noi ragazze di Fresco Piada, abbiamo imparato tante altre cose lavorando insieme per tanti anni.. e le
ragazzine di un tempo sono diventate donne, molte di noi sono veramente cresciute insieme, condividendo fasi importanti della propria vita.
In certi casi per crescere si devono attraversare percorsi ostili, ed è quasi impossibile non incappare in scontri, a volte rivalità magari piccole
talvolta senza troppo senso..ma ci si deve passare quasi fosse un percorso obbligato.
Ci sono stati momenti dove la troppa sicurezza ha lasciato posto alla fragilità, dove la riflessione ha lasciato posto alla sfiducia.. ma poi, con il
dialogo siamo riuscite a comprenderci e a conoscerci meglio, traendone tanti benefici per una nostra introspezione.
Da quel primo giorno, quando presi per la prima volta in mano la spatola per cuocere la piadina di Fresco Piada (ah..fra l’altro ne ho una personale e
quella spada la uso solo io..mi ci sono affezionata!), beh.. dal primo giorno sono passati tanti anni.. ci sono stati momenti
felici, vicende tristi e insieme abbiamo riso abbiamo pianto, ci siamo prese per i capelli.. o quasi.. poi ci siamo riabbracciate davanti ad una buona
pizza.
Noi di Fresco Piada abbiamo lavorato insieme come una grande famiglia e lo stiamo facendo ogni giorno, confrontandoci, mettendoci sempre alla prova,
fisicamente, mentalmente e moralmente.
Pochi giorni fa due, in questo strano caso, uomini della nostra azienda: Ivan e Nevio, hanno fatto una cosa straordinaria.
Sono andati oltre al lavoro ordinario di ogni giorno, si sono spinti oltre, in qualcosa che pochi avrebbero pensato di fare: si sono recati al
Penitenziario di Fossano ed hanno portato il nostro lavoro e la nostra esperienza al cospetto degli stessi carcerati.
Lo scopo?..quello di far produrre all’interno delle proprie celle, a consumo personale, la piadina romagnola fatta a mano come una volta;
facendoli..chissà, sentire un po’ come a casa, portando una lontana tradizione nelle mani di chi ancora può avere una possibilità, di chi ancora può avere
un futuro.
Fresco Piada ha soprattutto abbattuto quel muro, quella barriera, entrando un po’ timorosa in quel luogo un po’ incerto e loro stessi altrettanto incerti
di come sarebbe stata quell’esperienza tanto unica quanto importante.
Di li a poco però, sono riusciti ad incuriosire e coinvolgere quegli occhi un po’ increduli e a far impastare e cuocere quelle mani inesperte, ma capaci di
creare dal nulla qualcosa di veramente e semplicemente buono; demolendo così il muro della non-libertà e dell’ignoranza, del giusto e di cosa non lo è,
della guardia e del ladro; erano ,in quel momento tutti una sola cosa..uomini..esseri umani..nient’altro che questo.
Fresco Piada non è solo duro lavoro, ma è un duro lavoro fatto di esperienza di mani capaci, di passione di fare le cose fatte bene, di semplicità e
umanità tali da rendere i nostri prodotti unici sul mercato..e noi stessi..staff di Fresco Piada persone assolutamente migliori.